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neapoliscallsnapoli

 
7 maggio 2015
letteratura
Ormeggio

Ormeggio

 

Che sera, sull’acqua tenera e scura

dove si specchiano luci violente,

e i flutti battono la pietra dura

dove si affaccia il molo a ponente

 

Che sera, sulla lanterna dormiente

che accenna la via nell’acqua che sale

e discende, sulle tue labbra spente

e umide, sui fischi del maestrale.

 

 

Che sera, sulle barche assopite

e sui gozzi, smangiati dal sale:

dormono quieti nell’acqua mite.

 

Passerà anche questa notte; sul mare

i pescatori le ultime cime

lascian filare;

 

sono i nostri ricordi

lasciati ad ormeggiare.

 

 

Marco Auciello

 

7 maggio 2015
letteratura
Ormeggio

Ormeggio

 

Che sera, sull’acqua tenera e scura

dove si specchiano luci violente,

e i flutti battono la pietra dura

dove si affaccia il molo a ponente

 

Che sera, sulla lanterna dormiente

che accenna la via nell’acqua che sale

e discende, sulle tue labbra spente

e umide, sui fischi del maestrale.

 

 

Che sera, sulle barche assopite

e sui gozzi, smangiati dal sale:

dormono quieti nell’acqua mite.

 

Passerà anche questa notte; sul mare

i pescatori le ultime cime

lascian filare;

 

sono i nostri ricordi

lasciati ad ormeggiare.

 

 Marco Auciello

 

 

4 maggio 2014
Lavori pubblici e CONSIP

 A sua eccellenza il Ministro della guerra

 

Abbiamo opere di costruzioni trascinate da anni non mai terminate e che forse terminate non saranno mai

 

Questo succede eccellenza, per la confusione causata dai frequenti ribassi che si apportano alle Vostre opere, poiché va certo che tutte le rotture di contratti così come i mancamenti di parola e il ripetersi degli appalti ad altro non servono che ad attirare quali impresari tutti i miserabili che non sanno dove batter del capo, ed i bricconi e gli ignoranti, facendo al tempo medesimo fuggire da Voi i quali hanno mezzi e la capacità per condurre una impresa.

 

E dirò inoltre che tali ribassi ritardano e rincarano considerevolmente i lavori i quali ognora più scadenti diverranno.

 

E dirò pure che le economie realizzate con tali ribassi e sconti cotanto accanitamente ricercati saranno immaginarie, giacché similmente avviene per un impresario che perde quanto per un individuo che si annoia: si attacca egli a tutto ciò che si può in materia di costruzioni, significa non pagare che forniscono i materiali, compensare malamente i propri operai, imbrogliare quanta più gente si può, avere la manodopera più scadente come quella che a minor prezzo si dona, adoperare i materiali peggiori, trovare cavilli in ogni cosa e spettegolare ora di questo ora di quello.

 

Ecco dunque quanto basta Eccellenza perché vediate l'errore di questo Vostro sistema, abbandonatelo quindi in nome di Dio; ristabilite la fiducia, pagate il giusto prezzo dei lavori, non rifiutate un onesto compenso ad un imprenditore che compie il suo dovere, sarà sempre questo l'affare migliore che Voi potrete fare.

Architetto Sebastian Le Preste

Marchese di Vauban

 

Parigi 17 luglio 1683    

1 aprile 2014
La tossicità del monossido di diidrogeno
I ricercatori hanno raccomandato di non divulgare ("acqua in bocca") questo documento, affinché non si diffonda il panico nella popolazione.

Introduzione

Una delle caratteristiche salienti della moderna civiltà industriale è indubbiamente la disponibilità sempre più facile, ampia e diffusa del composto chimico che porta il nome di monossido di diidrogeno.

 

Dai tradizionali usi prevalenti nei secoli passati (alimentazione umana, irrigazione di campi o, in maniera molto più limitata, pulizia del corpo in miscela con oleato di sodio) si è oggi passati, come ampiamente riportato in letteratura[1] a impieghi del monossido di diidrogeno, in notevoli quantità e nei settori industriali più disparati.


A puro titolo d'esempio, ne indicheremo qui alcuni tra i più importanti. Per limitarsi alla sola fase liquida, monossido di diidrogeno è usato nel lavaggio di tessuti e pavimenti, come fluido diatermico, come elemento decorativo (fontane), come solvente chimico, come reagente (reazioni di idratazione), per la generazione di corrente elettrica (centrali idroelettriche) per l'allevamento animale (trote), e così via. Tracce di monossido di diidrogeno in fase aeriforme sono state perfino identificate in fumi di combustione notoriamente nocivi come il fumo di sigarette e gli scarichi di auto.


Dobbiamo purtroppo rimarcare che, a fronte di questa ampia diffusione, gli studi sulla tossicità di questo composto non abbiano avuto lo sviluppo che sarebbe stato auspicabile. Basterà, come esempio di questa incomprensibile situazione, il fatto, da noi personalmente constatato, che nelle maggiori enciclopedie chimiche la voce "Monossido di diidrogeno" non sia neppure riportata.


Una lodevole eccezione è rappresentata da questa pubblicazione[2] al quale dobbiamo la nostra gratitudine per averci svelato, sia pure in modo largamente incompleto, l'esistenza del problema.


Degradabilità

 

Anche ad un primo superficiale esame, il dato più allarmante del problema dello smaltimento del monossido di diidrogeno è la sua unanimemente riconosciuta bassissima degradabilità. 

Questa resistenza alla degradazione spiega probabilmente la sua ampia diffusione in natura: monossido di diidrogeno è stato individuato perfino nei pressi del Polo Nord come presente in quantità anche maggiore di un altro composto chimico la cui difficile degradabilità è già considerata con preoccupazione, il dicloro-difenil-tricloro etano (DDT). La decomposizione termica del monossido di diidrogeno nei suoi componenti (H2 ed O2) avviene in maniera significativa solo al di sopra dei 5.000 °C, una temperatura evidentemente non raggiungibile dagli inceneritori urbani: come paragone, ricordiamo che un altro composto assai stabile, la 2-3-7-8 tetracloro diossina ha una temperatura di decomposizione termica che non supera 1400 °C.


Di conseguenza, non meraviglia che almeno secondo alcuni ricercatori, il monossido di diidrogeno sia generato, analogamente alla diossina, da precursori durante processo di combustione nell'inceneritore stesso! 


La decomposizione dell'idrossido di diidrogeno è invece possibile con il metodo elettrolitico, oggi peraltro quasi universalmente in disuso dato il dispendio energetico che questo metodo comporta.


Un terzo metodo, la lenta decomposizione del monossido di diidrogeno a bassa temperatura ad opera della luce solare (su particolari catalizzatori a base di complessi di rodio) è stato descritto in letteratura ed è attivamente studiato attualmente anche nel nostro Paese: non risulta però che essa abbia finora avuto applicazioni industriali. E' comunque opportuno sottolineare che entrambi i prodotti di decomposizione del monossido di diidrogeno sono potenzialmente pericolosi: l'H2 perché facilmente infiammabile, l'02 perché in grado di incrementare pericolosamente la velocità di combustione di sostanze infiammabili.

 

Tossicità cutanea

Nella maggior parte del mondo (ad eccezione di alcune regioni interne del Sahara) è uso comune di una notevole percentuale della popolazione di immergersi completamente in monossido di diidrogeno liquido: il fenomeno è più evidente nella stagione estiva[3], Questa pericolosa e discutibile abitudine può essere, come è stato fatto notare, causa di sintomi spiacevoli, quali brividi, mutismo ostinato (monossido di diidrogeno in bocca) e, soprattutto, uno sgradevole senso di soffocamento. Tale patologia, nei casi estremi e in soggetti particolarmente predisposti può, in taluni casi, portare perfino al decesso[4].

Per quantificare il fenomeno, Dipper e Drowner hanno sperimentato[5] la tossicità cutanea del composto in esame.

Alcuni animali sono stati fatti cadere, da un altezza standard (20 cm) all'interno di un recipiente contenente monossido di diidrogeno in quantità crescente. In tabella 1 è stato riportato il livello di monossido di diidrogeno che si è rilevato letale per il 50% dei soggetti (LD50). 


 


Tabella 1

Tutti gli animali sono stati fatti cadere da un'altezza standard di 20 cm in livelli crescenti di monossido di diidrogeno liquido

Animale

LD50 

(altezza in cm)

Topo

6

Porcellino d'India

10

Gatto

38,6

Gatto (in sacco con mattone)

16,5

Giraffa

402,2

Pesce (Carassius auratus)

Nessun effetto osservato

Passero

La rilevazione non è stata possibile

Nota: per estrapolazione, l'LD50  per la specie umana risulta essere di 1,687 m; poiché la prudenza in questi casi consiglia di moltiplicare il valore per 1000, il livello massimo ammesso per l'uomo dovrebbe essere di 1,7 mm. Oltre questo limite dovrebbe essere  vietata l'immersione in monossido di diidrogeno.



Dall'esame della tabella è interessante notare che, stranamente, proprio la specie ittica che parecchie leggi antinquinamento (in particolare in Italia la 650/1979, la cosiddetta legge Merli) impongono come quella da usare per la determinazione del LD50 e cioè il Carassius auratus, si è rilevata particolarmente resistente al monossido di diidrogeno. In un caso (passero) non è stato possibile rilevare alcun dato.


Gli stessi autori hanno avanzato l'ipotesi che la letalità nei soggetti non sopravvissuti sia strettamente legata a difficoltà di respirazione. Si è anche potuto stabilire[6] che gli animali sopravvissuti all'esperimento avevano probabilmente acquistato la capacità di mantenersi alla superficie del liquido con opportuni movimenti.


Anche specie batteriche hanno dimostrato una notevole mancanza di resistenza al monossido di diidrogeno purché molto puro e concentrato; la presenza di sostanze organiche modifica però completamente questa caratteristica del composto. Al contrario, infatti, il monossido di diidrogeno liquido impuro sembra essere un elemento indispensabile alla riproduzione di molte specie batteriche altamente patogene[7]. Si ritiene che la diffusione di epidemie di gravi malattie, come il colera, sia facilitata dalla presenza di monossido di diidrogeno impuro nelle zone colpite. 

E' infine da rilevare come la presenza di monossido di diidrogeno sia stata dimostrata[8] perfino all'interno di cellule cancerose.


Tutto quanto sopra detto renderebbe invece, secondo noi, altamente auspicabile per lo meno una ricerca finalizzata sullo stato di salute di alcune categorie di lavoratori potenzialmente soggetti per ragioni professionali a prolungata esposizione a monossido di diidrogeno (bagnini, pompieri, lavandaie, pescatori, idraulici ecc.).


A questo proposito è già stato notato che abitanti di Regioni Italiane ad elevata concentrazione di monossido di diidrogeno nell'aria (es. Lombardia) presentano un incidenza di raffreddori e altri malanni alle vie respiratorie superiore alla media nazionale. Un fatto che dà da pensare.

 

Tossicità per ingerimento

Il monossido di diidrogeno è elencato tra le sostanze alimentari GRAS (Generally Regarded As Safe). Ciò nonostante, è stata fatta notare da molti Autori la tendenza del composto all'accumulo nei tessuti adiposi. Alcuni autori sostengono che questo possa, nel lungo periodo, causare danni anche gravi all'organismo, quale aumento di peso e, perdurando questo, affaticamento del muscolo cardiaco. Il pericolo è accentuato dalla mancanza di sapore ed odore che ne rende difficile la percezione durante l'ingerimento.


La pericolosità è avvalorata da[9] cavie nella cui dieta era stata inserita una quantità di monossido di diidrogeno pari al 10% sul peso corporeo hanno dimostrato, oltre ai disturbi predetti, anche l'accentuarsi di una anomala diuresi; tale effetto è stato d'altronde confermato anche su soggetti umani da rilevazioni effettuate nei comuni di Fiuggi (Fr), Bormio (So) e Boario (Bs).


Polmoni, cuore e reni non sono però i soli organi colpiti: l'ingerimento di monossido di diidrogeno a T inferiore a 10° può provocare anche disturbi digestivi, specie su soggetti accaldati. 

Occorre aggiungere che pretese virtù terapeutiche di un particolare tipo di monossido di diidrogeno presente nel Sud della Francia (Lourdes) non sono mai state scientificamente dimostrate. Al contrario, l'impossibilità di formare nel composto fori permanenti (i cosiddetti "buchi nel monossido di diidrogeno") è causa di gravi frustrazioni in soggetti dal carattere depresso. Alcuni individui particolarmente emotivi si perdono addirittura In quantità ridotte, non superiori ad un bicchiere.

 

Trasporto di sostanze tossiche

Molte accuse di pericolosità sono state avanzate in merito alla capacità di trasporto di materiale sedimentario da parte di monossido di diidrogeno liquido[10]-[11]. Inoltre, è nota la grande capacità solvente del monossido di diidrogeno liquefatto verso una gran parte delle sostanze chimiche conosciute. Sono in particolare riconosciuti come solubili in monossido di diidrogeno alcuni composti di pericolosità ben nota: cianuro di potassio, anidride arseniosa e molti altri. Perfino un potente cariogeno, come il saccarosio, e un elevatore della pressione arteriosa, come il cloruro di sodio, sono facilmente solubilizzati dal monossido di diidrogeno già a temperatura ambiente. La potenziale pericolosità legata a questo grande potere solvente è stata d'altronde implicitamente confermata dalla già citata legge 650/1979 che nella sua "Tabella A" considera addirittura il monossido di diidrogeno come naturale solvente di tutti gli inquinanti elencati.

Conclusioni

Queste nostre note vogliono essere solo uno studio preliminare alla pericolosità del monossido di diidrogeno, particolarmente in fase liquida. Contiamo che altri ricercatori ci seguano nella via da noi tracciata, e proseguano nello studio degli effetti tossicologici causati dall'esposizione prolungata al composto anche in fase solida e in fase vapore.


Nell'attesa, riteniamo che non sarebbe ingiustificata una sospensione cautelativa, da parte delle Autorità, della commercializzazione e dell'uso di monossido di diidrogeno. Questo, in attesa di nuovi e più sicuri dati tossicologici, e della messa a punto di un composto alternativo dalle caratteristiche ecologiche più rassicuranti.



[1] Risible, AH AH: "A new Toxicologic Manace: Hydrogen Oxide", Pseudoscience Review 38, 212-221, 1979.  

[2] Household and Personal Products - June 1982 - vedi anche Chem tech - July 1983 pag. OBC.

[3] Dark, Paul "The bathing season approachs" The Rubber dinghy - June 1985, pag. 2020- Cornwall Edition, Polperro (UK).

[4] Swimmer, BS. Drown CLP "lnstances of Death due to Intake of liquid Hydrogen Oxide into the Lungs - A Statistical Evaluation". Bulletin for Statistical Obfuscation. 1979,7, 206-194.

[5] Dipper, A., Drowner B. "A Study on Various Matters" - Internationel Journal of Trivial Research 86, 206-215, 1978

[6] Pinne, O. "Learning to swim in 10 easy lessons" Fishes Ed. – Fort William (U.K.) 1983.

[7] Funny O., Bunny B., "The Exciting Sexual Behavior ot Bacteria" - Olympia Press - New York, 1981.

[8] Joker, J. "Speaking of This and That" - Annals of Irrilevant Researches - 263, 1906-1918, 1973.

[9] Whatmeworry, K. "Toxicology of 2000 of lnnocuous Substances" Cap. XIII - Ed. Heavens, New York 1980.

[10] Smith, B. "Back o’ water Blues" – Fowey (U.K.). 

[11] Noah, Bible, 1° Chapter (Genesis).

 

10 marzo 2014
SOCIETA'
Una guerra a bassa intensità troppo dimenticata
5 dicembre 2013
POLITICA
Premiata Norcineria "Consulta" - Roma
Dodici voci si alzarono furiose, e tutte erano simili. Non c'era da chiedersi ora che cosa fosse successo al viso dei maiali. Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.
George Orwell "La fattoria degli animali"

27 ottobre 2013
SOCIETA'
Napoli
Napoli ha una grande tradizione di buche:
  • per strada;
  • nell'acqua per i sindaci.

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27 ottobre 2013
SOCIETA'
sFitto proletario
Da bambino (ovvero oltre 40 anni fa), ero molto curioso, ponevo domande imbarazzati, del tipo, ascoltato il Vangelo, all'uscita dalla chiesa: "perché non possiamo portare a pranzo con noi il mendicante all'uscio". Ero curioso di conoscere il costo, ma soprattutto il valore delle cose, di una barca o di un cavaturaccioli.
Un giorno vidi una scritta su un muro vicino casa: "fitto proletario, un quinto del salario".
Chiesi alla maestra cosa significasse "proletario". La maestra, mi rispose: "io sono proprietaria di questa penna, io sono proprietaria di questo grembiule". Spiegai che conoscevo il termine "proprietario", ma su quel muro vi era scritto "proletario". La maestra non so se per ignoranza o perché dipendeva da una scuola cattolica non mi spiegò il significato.
Da quanto ho sentito negli anni '60 la casa non era un'emergenza: il piano casa di Fanfani, la tassazione, ecc. agivano da calmiere del mercato. Con la riforma dell'equo canone, si sono avute le distorsioni, una classe di iperprivilegiati, che riuscivano ad ottenere in locazione immobili pubblici ad equo canone (a Napoli, ve ne sono state al Vomero, a Posillipo, a Santa Lucia a Mergellina e tutti i quartieri bene). Queste case dovevano essere destinate, secondo graduatorie, a famiglie con sfratti esecutivi o in condizione di disagio. Chissà per quale fortuito caso, gli assegnatari degli allogi pubblici erano: politici, sindacalisti, alti burocrati o amici e parenti di questi ultimi.
Oggi quelli che hanno avuto le case con affitto ad equo canone, hanno acquistato questi allogi a prezzi da svendita. Chi poteva sperare in un "fitto proletario", si trova a pagare, quando gli va bene, mezzo salario. I proprietari di abitazioni, che le occupino o le diano in locazione, sono per una sorta di legge del contrappasso, letteralmente tartassati: un mutuo oltre agli interessi, prevede tasse e spese notarili spaventose, se si vuole vendere un immobile per acquistarne un altro, si pagano tasse (e parcelle notarili) sulla vendita e sull'acquisto, e non ne parliamo se si vuole estingure un mutuo ed accenderne un altro.
Chi ha fatto sacrifici per acquistare la casa, continua a farne per mantenerla.
Chi ha preferito investire i propri soldi in vacanze e bella vita, oggi può continuare grazie ai regali di stato.
12 settembre 2013
Test di accesso alla facoltà di medicina
Ricapitoliamo: l'aspirante studente di medicina Gigino si sta preparando per i test di ammissione. Gigino è molto stressato, inizia a studiare già dal quarto anno di liceo, pensa che il test sarà un appuntamento troppo importante per presentarsi impreparato, trascura lo sport e gli amici.
I test, che abitualmente si tengono a settembre, si faranno a luglio; al quinto anno Gigino pensa bene di prenotare la vacanza con i compagni di classe per settembre, più fresco ed economico. Il test (come piace a Gigino) avrà tante domande di cultura generale, e Gigino ha pagato dei professori perchè gli insegnassero anche un po' di storia e di diritto costituzionale. Un giorno, poco prima dell'esame di maturità, Gigino è molto triste: è venuto a sapere che hanno spostato il test a settembre, stravolgendo domande e argomenti trattati. "Ho perso i miei soldi ed il mio tempo" pensava Gigino "e se non mi muovo anche la vacanza". Gigino riesce comunque ad ottenere un ottimo voto alla maturità ed a spostare la vacanza; inoltre è molto contento del fatto che abbiano riservato un bonus sul punteggio del test per gli studenti meritevoli. Fattosi coraggio, il 9 di settembre si presenta al fatidico appuntamento: ce la metterà tutta. All'uscita dall'aula immensa in cui era seduto, teso e sudato, con altre centinaia di giovani, Gigino viene a sapere che una giunta straordinaria si è riunita per un decreto urgente, che riguardava proprio i test di ammissione: il bonus sulla maturità era stato cancellato. Nonostante il test sia andato piuttosto bene, Gigino si sente preso in giro ed umiliato dal suo Paese: decide che probabilmente emigrerà altrove, in uno Stato che sappia apprezzare il talento e la voglia di fare.

Scritto da Marco. Diplomato al liceo classico, non interessato ai test di accesso alla facoltà di medicina, ma solidale con gli altri studenti che si sono cimentati nell'avventura.
25 maggio 2013
ECONOMIA
La burocrazia vissuta da Paperino
Il funzionario corrotto, sta nella burocrazia, come la cotenna di maiale nel ragù napoletano.

DA PAPERINO E IL FRUTTO DI GNAMGNAM


Topolino n. 1039 del 26 ottobre 1975 (1° puntata)

Topolino n. 1040 del 2 novembre 1975 (2° puntata)


Sono andato a ripescare questa storia nella mia collezione di "Topolino", perchè riportata alla memoria dall'amico/collega Enzo: sempre precursore in tempi avversi.













http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/B/burocrazia.shtml

burocrazia

[bu-ro-cra-zì-a] s.f.
  • • L'insieme degli uffici e dei funzionari della pubblica amministrazione: b. statale, regionale; l'organizzazione e le pratiche cui costringe, spesso con valore spreg.: c'è tanta burocrazia

  • • sec. XVIII


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