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10 marzo 2014
SOCIETA'
Una guerra a bassa intensità troppo dimenticata
21 settembre 2011
Ercolano Vs Spoleto 5-1 (circa), ovvero monnezza versus rifiuti

 

No, non si tratta di una sfida sportiva, ma bensì di una sfida economico-organizzativa. Ho voluto raffrontare i servizi di smaltimento dei rifiuti di due città: una del sud ed una del centro, scegliendo due comuni a vocazione turistica, non capolughi di provincia e con un numero di abitanti paragonabile, amministrati da giunte di colore simile: centrosinistra, perché si potrebbe obiettare che una giunta di centrodestra tende a far pagare la TARSU, in base al costo effettivo del servizio.

Lo ammetto, con un pelo di faziosità ho dato dei vantaggi all'Amministrazione dell'Italia meridionale, scegliendo un comune con una superficie circa 17 volte inferiore del rivale e con una densità di popolazione circa 24 superiore. Con questi parametri in nostro Comune del centro Italia è svantaggiato, in quanto deve assicurare la raccolta dei rifiuti su un territorio molto più esteso.

Questi sono i dati dei comuni desunti dal sito: http://www.comuni-italiani.it/

Comune di Ercolano
Comune di Spoleto
Sindaco Vincenzo Strazzullo
Sindaco Daniele Benedetti
Titolo di Studio: Laurea
Titolo di Studio: Licenza di Scuola Media Superiore o Titoli Equipollenti
Data di Nascita: 12/09/1955 - luogo: Ercolano
Data di Nascita: 27/09/1971 - luogo: Foligno (PG)
Data Elezione: 28/03/2010 (nomina: 30/03/2010)
Data Elezione: 07/06/2009 (nomina: 23/06/2009)
Partito: Partito Democratico
Partito: Centro-Sinistra (Liste Civiche)
Popolazione Residente 54.779 (M 26.623, F 28.156)
Popolazione Residente 39.574 (M 19.147, F 20.427)
Densità per Kmq: 2.789,2
Densità per Kmq: 113,2
Superficie: 19,64 Kmq
Superficie: 349,63 Kmq

 

Dai dati in mio possesso, mi risulta che un cittadino residente ad Ercolano, per una civile abitazione, paga circa 5 Euro per metro quadro per la TARSU, contro un cittadino residente a Spoleto, che, sempre per una civile abitazione, paga circa 1 Euro per metro quadro: quindi monnezza  batte i rifiuti 5 a1.

Non descrivo il livello del servizio di pulizia dei due Comuni, per non scoraggiare chi vuole visitare gli scavi archeologici o il Vesuvio.

C'è qualcuno che può fornire una spiegazione?

7 ottobre 2009
Che il Comune di Ercolano è un Comune fuori dal comune, era noto....
Ho ricevuto questa mail da uno dei miei più cari amici e la rendo pubblica.


Forse fare il tutore dell'ordine pubblico in Congo, in Nigeria o.......nel Far West è molto meno rischioso.
 
Sono sempre più del parere che dalle nostre parti ci vorrebbe lo stato di polizia e l'esercito per almeno 2 anni, magari con punizioni esemplari sul posto......altro che "garantismo e Stato di Diritto"; il diritto di che........???????.
 
Conosco personalmente i 2 vigili urbani, in particolare Giacomino e posso assicurare che hanno sempre fatto più del loro dovere, nonostante abbiano moglie, figli e parenti strteti che vivono ad Ercolano. Tutto questo per 1200/1300 EURO al mese.
 
Forse Brunetta o chiunque altro voglia ristrutturare la PA, pur non sbagliando nelle linee generali, dovrebbero essere meno superficiali e sommari e capaci di adottare strumenti precisi per l'individuazione dei cosìdetti lavativi, zavorre, ecc.
 
Per contro, premiare chi invece crede nel lavoro che svolge nella PA e lo fa con rigore e senso del dovere.
 


Comune di Ercolano

OGGETTO: Encomio solenne agli Istruttori di Vigilanza

Cobianchi Palmiro e Di Meo Giacomo – Atto di indirizzo.

Relazione dell’Ufficio – ISTRUTTORIA

Gli operatori del Comando di Polizia Municipale, sono quotidianamente impegnati in uno specifico
servizio di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati in genere ed in particolare delle infrazioni commesse dagli utenti della strada.
In data 17 Luglio 2009, alle ore 13,00 circa, gli Istruttori di Vigilanza Cobianchi Palmiro e Di Meo Giacomo, nel transitare con l’autovettura di servizio per il Corso Resina, fermavano all’altezza del civico n. 294, una motocicletta di marca SUZUKI di colore nero,  il cui conducente circolava sprovvisto di casco protettivo e guidava con una mano sola, in quanto impegnato in una conversazione telefonica. Dopo averlo fermato, nel mentre si accingevano ad effettuare le dovute procedure di identificazione, nonchè di contestazione delle infrazioni, venivano brutalmente aggrediti dal conducente stesso del motociclo, in particolare l’agente Cobianchi veniva colpito al volto da un pugno, mentre l’altro agente Di Meo, subiva una stretta alla gola.
Dopo una violenta colluttazione, il giovane veniva bloccato dai due agenti di P.M., ma nel frattempo, numerose persone tra cui molte donne, abitanti nella zona, avevano circondato i vigili, tentando, con spinte e calci, di favorire la fuga del giovane fermato che cercava in tutti i modi di liberarsi dalla presa degli operatori di P.M..
A questo punto, in virtù della gravità di quanto stava accadendo, nonché della particolare zona in cui si stavano svolgendo i fatti (l’area interessata è tristemente nota quale roccaforte di uno dei clan malavitosi più pericolosi del contesto locale, nonché per essere stata teatro di precedenti atti
vandalici e scritte offensive sui muri del quartiere, inneggianti alla lotta armata contro i clan rivali e contro le autorità locali e le Forze dell’Ordine), i due operatori di P.M. ritenevano opportuno rifugiarsi, con il giovane fermato, all’interno del portone di un fabbricato adiacente il luogo dell’aggressione, al fine di sottrarsi alla violenza delle persone del luogo, particolarmente esagitate.
Nel frattempo, giungevano sul posto due motociclisti del Commissariato di P.S., anch’essi in servizio nella zona e notavano sul corpo dei due agenti di P.M., i segni evidenti dell’aggressione subita, in particolare il Di Meo mostrava diversi graffi sul viso, mentre il Cobianchi presentava una
vistosa contusione sul lato destro del naso. A questo punto, gli agenti di P.S. venivano anch’essi fatti oggetto di una ulteriore aggressione da parte della folla inferocita, e solo grazie all’arrivo massiccio nella zona, di ulteriori pattuglie di Polizia Municipale guidate dal Comandante dott. Zenti, avvertito telefonicamente di quanto stava accadendo dagli stessi operatori, si riusciva a ristabilire la calma e si procedeva a condurre il soggetto presso la vicina sede del Comando di Polizia Municipale, dove lo stesso veniva identificato nella persona di Ganzerli Davide Quirino, di Gaetano e di Mazzocco Vittoria, nato a Napoli il 28.05.1986 e residente in Portici Alla Via G. Marconi, 49, e successivamente accompagnato presso il Commissariato di Polizia di Stato per procedere all’arresto.
Al termine dell’operazione, si prendeva atto degli evidenti danni procurati dalla folla all’indirizzo dell’autovettura FIAT Punto targata CY933ZV, in uso al Comando di Polizia Municipale e delle motociclette APRILIA Petaso targate Polizia G1384 e Polizia G1408, in uso al Commissariato di Polizia di Stato, consistenti, in particolare, nella foratura di tutti gli pneumatici.
Gli operatori di Polizia Municipale venivano poi accompagnati presso il pronto soccorso del presidio ospedaliero “G.Maresca” di Torre del Greco, dove venivano loro prestate le prime cure e refertati come di seguito:
Operatore Cobianchi Palmiro – trauma contusivo piramide nasale e regione frontale, escoriazioni piramide nasale, trauma contusivo mano destra, contusione rachide cervicale e dorso lombare con una prognosi di quattro giorni s.c.;
Operatore Di Meo Giacomo – escoriazioni gomito sinistro, rachide cervicale e lombare, vari traumi contusivi con una prognosi di otto giorni s.c.;
L’aggressore, tenendo presente l’allarme sociale che tali comportamenti di intemperanza verso le Forze dell’Ordine provocano nell’intera comunità, veniva dichiarato in stato di arresto e successivamente processato per direttissima e condannato a otto mesi di reclusione.

Ercolano, 07 settembre 2009

IL DIRIGENTE
Col. Dott. Francesco ZENTI
8 aprile 2009
Vesuvio e terremoti - Repetita iuvant
Ripropongo un post del 20/6/2007

Questo è il primo documento di protezione civile, che si conosca. Si trova a Portici, all'angolo tra corso Garibaldi e Via E. Gianturco (la strada che scende verso il porto del Granatello)


Posteri Posteri

Vestra Res agitvr

Dies facem praefert diei nvdivs perendino

Advortite

Vicies ab satv solis in fabvlatvr historia

arsit vesaevvs

Immani semper clade haesitantivm

Ne posthac incertos occvpet moneo

Vtervm gerit mons hic

Bitvmine alvmine ferro svlphvre avro argento

nitro aqvarvm fontibvs gravem

serivs ocyvs ignescet pelagoq inflvente pariet

sed ante partvrit

concvtitvr congvtitq solvm

fvmigat corvscat flammigerat

qvatit aerem

horrendvm immvgit boat tonat arcet finibvs accolas

emica dvm licet

iam iam enititvr ervmpit mixtvm igne lagvm evomit

praecipiti rvit ille lapsv seramq fvgam praevertit

si corripit actvm est periisti

Ann sal CD DC XXXLXVLKAIIANI

Philipppo IV Rege

Emmanvele Fonseca et zvntica Comite montis regii

Pro Rege

Repetita superiorum temporvm calamitate svbsidiisq calamitatis

Hvmanivs qvo mvnificentivs

Formidatvs servavit spretvs oppressit incavtos et avidos

qvibvs lar et svppellex vita potior

Tvmtv si sapis avdi clamantem lapidem

sperne larem sperne sarcinvlas mora nvlla fuge

Antonio svares messia marchione vici

praefecto viarivm


Posteri, Posteri

Si tratta del vostro bene Un dì è all'altro foriero di luce: il vegnente al susseguente State attenti

Per venti volte da che brilla nel firmamento il sole a testimonianza della storia

Arse il Vesuvio

Ai perplessi di spirito d'esterminio feral apportator perenne

Perchè in avvenire non ci colga titubanti

Dovvi il seguente avviso

A profusione serba nelle sue viscere questo monte

Bitume allume ferro zolfo oro argento e sorgenti d'acqua

Presto o tardi diverrà di fuoco e cogl'influssi del mare erutterà

Ma pria minaccia eruzione - Si sconvolge fa tremare la terra fumica folgoreggia ramanda fiamme

Fa echeggiare l'aria

Emette orribili muggiti boati tuoni fa allontanare dai paesi gli abitanti

Mettiti subito in salvo mentre il puoi

Lo veggo già già sgravarsi impetuosamente uscir fuori

Vomitando un lago di fuoco che si precipita a ruina

Prevedendo un'inutile fuga

Se ti sorprende per te è spacciata per sempre

Nell'anno di Salute 1631 il 16 Decembre

Ai tempi del Re Filippo IV - E del Vicerè Emanuele Fonseca Zuniga Conte di Monterè –

Rítornati i calamitosí tempi trascorsi

Ed apportativi colla più segnalata filantropia e munificenza i convenienti sussidi

Tenuto salvò, non curato rese sue vittime i malaccorti ed avari

Per aver preferito la casa colle masserizie alla propria esistenza

Allora se hai sonno presta orecchio all'avviso eloquente di questa lapide

Non curarti della casa nè di fare fardello e senza indugio prendi il largo

Marchese Antonio Suarez Messia Vice direttore dei ponti e strade


2 marzo 2009
Quanto ci costa stare nella monnezza

Ci dovrebbero sempre spiegare perchè i rifiuti giacciono per giorni e giorni in strada, mischiandosi e quindi diventando "indifferenziati".

 

                                                                                       


CITTÀ DIERCOLANO

Il Sindaco

Cari concittadini,

in queste settimane vi sono state recapitate le cartelle per il pagamento della tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Esse contengono un forte aumento.

Aumento resosi necessario in applicazione della legge nazionale, decisa dal Governo dell'On. Romano Prodi e non modificata dall'attuale Governo dell'On. Silvio Berlusconi per l'emergenza rifiuti in Campania, che fa obbligo ai comuni di suddividere tra tutti i cittadini l'intero costo sostenuto per il servizio rifiuti vietando altresì ai comuni della Campania di far ricorso ai fondi di bilancio per coprire parte dei costi stessi al fine di ridurre la tassa dei rifiuti.

L'Associazione dei Comuni d'Italia ha rivolto al Governo ed al Parlamento insistenti richieste di modifica di tale ingiusto stato di cose. Finora inutilmente.

Ciò non toglie che vi sono nostre responsabilità (regionali e comunali) per l'alto costo del servizio aggravatosi con la lunghissima emergenza.

In particolare ad Ercolano il costo dello smaltimento è gravato da una pesante attività di smaltimento illegale quali i cosiddetti stracci o materiali di risulta dell'edilizia.

Per combattere questi problemi oltre che per doveroso rispetto dell'ambiente abbiamo avviato la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema detto porta a porta. Vale a dire con l'eliminazione dei cassonetti che rendevano più semplice ai malintenzionati lo smaltimento illegale.

Abbiamo scelto la differenziata subito e per tutti per rendere il sistema di raccolta e smaltimento più trasparente ed economico.

Cari Concittadini,

l'unico modo per ridurre i costi e quindi la tassa è fare la differenziata. Non ci dobbiamo arrendere. Vedrete che sapremo colpire disservizi e sabotaggi. Il livello attuale della tassa è determinato dal vecchio sistema in vigore negli anni precedenti.

Dobbiamo cambiare nonostante tutti quelli che per meschini interessi remano contro. Abbiamo registrato nella fase di avvio risultati eccezionali.

Tutti quelli che hanno da perdere da questo cambiamento stanno cercando di demotivare quel grande slancio iniziale di tutta la popolazione: questa è la verità.

Confido in voi e nel vostro buon senso. Più si farà la differenziata e più verranno fuori le responsabilità.

Ricordate che chi non differenzia danneggia tutti. Sono solo quattro mesi che abbiamo iniziato la fase di sperimentazione. Tutte le città impiegano molti mesi per andare a regime.

 Il Sindaco

Nino Daniele

 

7 marzo 2008
consumi
Viva Lo Re - Ercolano (II parte)

Investire a Napoli, denota coraggio, investire a Ercolano, denota maggiore coraggio. Investire in un locale, sempre a Ercolano, dove si beve e si mangia e che non sia l'ennesima pizzeria o l'ulteriore cerimonificio: con controsoffitti in cartongesso, statue neoclassiche in plastica o gesso, arredi termoestinguenti, alluminio anodizzato e piatti appellati con i nomi: "trionfo dello chef" (ma io direi tonfo del cuoco), fantasie di mare (forse perché ci vuole veramente tanta fantasia per trovare il gusto del mare), individua un temerario.
E questo temerario è il fondatore di Viva Lo Re, locale di cui ho già parlato e che finché rimarrà così o, spero migliorerà, non mi stancherò di ripeterlo, rappresenta nello scenario della ristorazione napoletana una unicità.





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21 febbraio 2008
SOCIETA'
Ercolano
 Cosa è Ercolano? La città degli scavi archeologici, più piccoli, ma più belli di Pompei, delle ville vesuviane e del miglio d'oro, del parco nazionale del Vesuvio, del "pomodorino del piennolo", di Francesco de Nittis, o di "brutti sporchi e cattivi"?
Tutte insieme incompatibilmente!
A Ercolano, trovi: un raffinato albergo (Villa Aprile) e "abitazioni", che gli abitanti delle favelas brasiliane rifiuterebbero; mercato degli indumenti usati e di tutti i tipi di stupefacenti, in ogni caso, ai migliori prezzi; raffinati intellettuali e rozzi delinquenti; un sacerdote "che ha studiato marketing della chiesa" impegnato sul fare e non sulle chiacchiere e i più feroci killer; una sala scommesse che paralizza il traffico, con i vigili distratti (a scommettere in divisa e auto di servizio in divieto di sosta), e un raffinato ristorante come "Viva lo Re" (vedi il post); un albergo sul mare pieno di scogli lavici e di fianco una discarica (materiali da demolizione, provenienti dall'albergo?). Ercolano è la città degli opposti.

CORRIERE DELLA SERA

Tuttifrutti

di Gian Antonio Stella

Quella caserma che nessuno vuole

Camorristi, spacciatori, ladri, scippatori, sicari a pagamento e rapinatori di Ercolano, ogni tanto, si danno di gomito: che fesso, lo Stato! Sono passati infatti 12 anni da quando venne deciso che insomma, basta, i carabinieri di questo centro di 60 mila abitanti nell'immensa e violenta periferia napoletana non potevano più stare dove stavano. Cioè in un doppio appartamento al piano terra di un condominio. L'unica caserma al mondo, probabilmente, con i bambini che giocano in cortile e gli inquilini al piano di sopra che stendono i panni. L'unica, nel mondo occidentale, in cui 23 appuntati e brigadieri e tenenti devono stare appiccicati due o tre per stanza dividendo un solo bagno. E ancora l'unica in cui, quando parte l'allarme per un agguato o un assalto in banca, i militari devono scattare pregando Iddio che nessuno abbia parcheggiato in tripla fila davanti al cancello di accesso. Limiti che sarebbero pesanti a Merano, Alba o Cividale. Ma che diventano insopportabili a Ercolano che, nonostante le cose vadano un pò meglio rispetto a qualche anno fa, resta comunque ad altissimo tasso di criminalità.

Consapevoli del problema e allarmate da una catena di omicidi, le autorità dissero basta nel 1996: urgeva una nuova caserma. Subito. Immediatamente.

H poiché i soldi non c'erano, misero a punto un progetto: la caserma sarebbe stata edificata a sue spese da una società, la Maredil Costruzioni, che poi si sarebbe rifatta affittando la struttura ai carabinieri, L'area individuata, in realtà, non era l'ideale: vicina a una stazione della Circumvesuviana, stava su una strada che s'imbucava in un sottopasso cosi stretto da essere regolato da un semaforo;

traffico alternato. Non secondario, per un pronto intervento. Ma niente paura; durante i lavori per la caserma sarebbero partiti anche quelli per spo stare la stazione e allargare la strettoia a 9 metri. Più che sufficienti alle «gazzelle» per sgommare al soccorso.

Tanto pareva urgente, quell'opera cosi attesa dai cittadini di Ercolano, che alle obiezioni della sovrintendenza verso il fatto che la caserma sarebbe stata un pò più alta di quanto consentito in quella zona, il ministero dell'Interno e quello della Difesa diedero la risposta più netta, che legalmente tagliava la testa al toro: bene così. L'immobile andava catalogato infatti come «indispensabile per la difesa nazionale». Scelta sancita dalla stes­sa Rosa Russo Iervolino che,allora responsabile del Viminale, volle essere presente il giorno della posa della prima pietra. Ai primi di ottobre 1999, i costruttori avvertivano il ministero; la caserma è finita, potete prenderne possesso. Tre mesi dopo, insistevano: la caserma è finita, potete prenderne possesso. Macché: sordi. Tanto più che nel frattempo, indifferente alle autorizzazioni speciali date dal Comune e dai ministeri competenti, la magistratura aveva aperto un'inchiesta per vedere se per caso fossero stati commessi reati. Inchiesta destinata a evaporare nel nulla. Con piena soddisfazione del sindaco di allora, Luisa Bossa, che per avere la caserma s'era dannata l'anima. Da allora, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, i costruttori che avevano costruito l'edificio a loro spese premono perché il contratto venga rispettato.

20 febbraio 2008

IL MATTINO

«Un bacio ai miei figli»: alla radio il codice del boss


AMALIA DE SIMONE

«Mettetemi la canzone "Libertà". Dedicata tutta a mio fratello Gianni. Fa piacere che si trova sotto alla stella di Napoli». Così dalla frequenza 90.10 Mhz, rigorosamente pirata di Radio Nuova Ercolano, Vincenzo Langella, dava a Giovanni Birra, tramite il dj di turno, Mario, il benvenuto nel giorno del suo trasferimento al carcere di Secondigliano. Langella, tra i 54 affiliati alle cosche ercolanesi arrestati ieri dai carabinieri delle compagnie di Torre del Greco e Ercolano, è il principale protagonista delle trasmissioni di questa sorta «radio clan», l'emittente più ascoltata dai padiglioni di Poggioreale e Secondigliano. Il suo nome in codice era «papà buono» e le sue incursioni radiofoniche servivano a tranquillizzare i detenuti sul fatto che lui non avesse dimenticato i suoi «confratelli» («Lascio un bacio a tutti i miei figli - urlava Langella via radio - tutto passerà»; li incoraggiava: «Metti la canzone di Franco Moreno "Il bello della vita"») e soprattutto, attraverso la dedica di brani musicali, inviava messaggi a tutta l'organizzazione. Quello di utilizzare la radio infatti era il mezzo più semplice e meno rischioso per convocare affiliati, dare appuntamenti, inviare notizie sulle attività della cosca ai reclusi («Questa dedica è per la stanza 88») e talvolta anche sbeffeggiare gli avversari. Le canzoni più gettonate erano quelle con i titoli più adatti al linguaggio in codice: «Mettimi la canzone di Chanel "Ventiquattro»: il numero era un’indicazione su qualche quantità (droga?) o un orario da comunicare a un affiliato. Oppure: «Voglio ascoltare "Appuntamento alle nove", il brano di Pino Mauro», la chiara comunicazione di un appuntamento. Il proprietario della radio, anche lui finito in manette nell'operazione congiunta del commissariato di polizia di Portici e dei carabinieri (guidati dal maggiore Fabio Cagnazzo) era Vincenzo Oliviero: l'editore della camorra aveva a disposizione una squadra di tecnici e disc jokey e spesso interveniva in trasmissione: «Metti una canzone bellissima per tutti i... figli miei, ihà! "La Miseria di Napoli"!». Il lavoro di ascolto da parte degli uomini coordinati dai comandanti Ferruccio, Montorsi e Di Florio, hanno permesso di ricostruire che l'emittente abusiva Radio Nuova Ercolano era utilizzata per svolgere una sorta di servizio di recapito di messaggi del clan. Oliviero, per finanziare l'emittente, imponeva il pagamento della somma di 10 euro, condizione alla quale tutti gli ascoltatori interessati ad intervenire nel programma per l'invio di saluti o dediche erano obbligati a versare. I soldi delle «quote associative», necessari per poter mandare dediche tramite Radio Ercolano, risultavano poi amministrati dalla figlia di Oliviero. È così che la camorra comunicava: niente pizzini, via libera alla tecnologia. L’emittente pirata, che ieri è stata definitivamente oscurata, era già stata chiusa a più riprese dalla polizia postale. Eppure i boss trovavano sempre una frequenza per riprendere le trasmissioni.


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10 febbraio 2008
località
Viva lo Re - Ercolano


Alle falde del Vesuvio, a pochi passi dagli scavi di Ercolano di fianco a Villa Campolieto, dove è più facile trovare un tapiro che passeggia, anziché un motociclista con il casco, dove la legge è solo quella che conoscono gli avvocati (penalisti), dove il dizionario per investimento prevede solo quello automobilistico, ho mangiato molto bene in un locale: ben arredato, ben frequentato, con una ricca selezione di vini, completato da personale gentile e una cucina bellissima, chiusa da porte a vetro (trasparente, of course). Grande è la meraviglia, trovare, non solo chi investe in queste zone, ma chi investe in qualità, perché a Napoli città, ormai il quadro dei ristoranti è desolante, prezzi altissimi per qualità scadente. Del resto, è molto più remunerativo investire per i ricevimenti, dove i clienti si contentano di avere piatti chiamati "fantasie dello chef", mentre si tratta di pietanze preparate con la stessa cura di una mensa da caserma.
Ma qui, nella fattispecie, abbiamo ricevuto dei tortelli ripieni di ricotta di bufala, dello stoccafisso, pescatrice, un tortino di cioccolato caldo e un dolce di ricotta.
Come vino, mi hanno consigliato del Nero d'Avola delle cantine Morgante, che mi è piaciuto tantissimo e sul dolce del Moscato di Pantelleria, altrettanto buono.

P.S. ha anche un bel sito:
http://www.vivalore.it/

e ho pescato questo articolo in rete

Napoli la Repubblica.itla Repubblica.it

12 aprile 2005
"Viva lo re", samba e jazz in una villa borbonica

"Viva lo re" era il brindisi dei soldati borbonici. Si chiama così perché è sul Miglio d´Oro, accanto a villa Campolieto, la residenza dei Vassallo. Perché in tre parole c´è l´allegria alticcia dell´ultimo bicchiere. Perché è musica, è come un canto che sale, confida alla fine Maurizio che della musica ha fatto la storia di una vita. Laurea in lingua portoghese all´Orientale sull´onda di un´emozione: le nostalgie di Vinicius de Moraes, le sue notti perdute tra wiskhy e volti confusi di donne, ma certe sere gli preferiva Chico Buarque, "Que sera", che sarà. Va in America per un master e si ritrova in un ristorante: all´Harry´s di Manhattan, qualifica bus-boy, sparecchia i tavoli. Con le mance va al master, ma si paga una serata da Keith Jarrett, genio nero del piano, la fantasia che diventa jazz. Al "San Domenico" va meglio: Tony Mei gli affida la cantina. Bologna, Conterno, Gaia, Mastroberardino, i grandi italiani del vino. Fatale quel premio: torna dai tuoi, gli dice Tony, ecco i dollari e ci vediamo tra venti giorni. Non lo rivedrà più. Anno 1995, l´emigrante di ritorno inventa "Viva lo re", vi mette tutto quello che non aveva trovato in America: i menù scritti sulle lavagne, le luci basse che riflettono il rame come i tramonti di Siviglia, pino e castagno che ti fan sentire a casa. Parmigiana di alici, consiglia a chi vede per la prima volta Susi Navarra, biondina con occhi che sono sciabole; o lasagne di pesce bandiera con melanzane. Mille etichette: Luigi Maffini, Antonio Gaggiano, Terredora, Villa Dora, Sorrentino in prima fila. L´insegna si spegne di notte sempre su Chico, quando Maurizio ha finito di raccontarsi. S esce pensando che Ercolano sta cambiando, un po´ i sindaci e un po´ i locali come questo. "Que sera".
"Viva lo re", Corso Resina 261, Ercolano



Nero D’Avola

Vendemmia 2005

Uva:  100% Nero d’Avola

Zona di produzione:  Grotte – Racalmuto - Agrigento

Altitudine dei vigneti:  450/550 metri s.l.m.

Tipologia terreni:  calcareo/argillosi di medio impasto

Sistema di allevamento:  guyot e cordone speronato

Densità dei ceppi:  3.500/4.000  ceppi per ettaro

Produzioni per ettaro:  70 - 80 quintali

Resa di uva in vino:  65%

Anno di impianto dei vigneti:  1986 /1990

Epoca di vendemmia:  prima metà di Settembre

Temperatura di fermentazione:  29 C°

Sistema di vinificazione:  macerazione di 18 giorni sulle bucce in serbatoi d’acciaio inox

Fermentazione malolattica:  in serbatoi  d’ acciaio inox

Periodo di maturazione:  4 mesi in barriques da 225 litri di Allier e Troncaise

affinamento in bottiglia: 4 mesi

gradazione alcolica:  13,50 % Vol.

Acidità totale:  5,50 gr. x lt.

Ph:  3,70

Estratto secco:  34,90

ZUCCHERO RESIDUO: 2,0 gr. x lt.

So2 TOTALE : 85 mg. x lt.

Prima annata di produzione: 1998

Confezione: bottiglia bordolese da 0,75 lt.tipo med. in scatole da 12 o 6 bottiglie, bottiglia magnum da 1,5 lt.

Scheda organolettica: ha un bel colore rosso rubino cupo e al  naso rivela una ricchissima vena fruttata che ricorda ribes nero e mirtillo.

Al palato è affascinante, pieno, soave ed elegante, vellutato nel tannino e di piacevole persistenza.

Tipo di bicchiere consigliato : bicchiere  ampio di cristallo o mezzo cristallo

Temperatura di servizio : 16 -18 ° C.

Abbinamento: formaggi stagionati, carni e salumi di tutti i tipi.




19 ottobre 2007
consumi
Acqua al fluoro
Chissà perché gli esperti vedono raramente rischi, gli esperti quando sono architetti, osannano lo spazio minimo di Le Corbusier, ma vivono in edifici storici con soffitti alti 5 metri, se sono ministri della salute, lodano il sistema sanitario italiano, ma vanno all'estero a farsi curare, gli esperti dell'acqua, ammesso che vivono nelle zone interessate la bevono l'acqua del rubinetto?

IL MATTINO

Torre del Greco, Portici, Ercolano, San Giorgio: disagi per 300mila. Gli esperti: niente rischi per la salute

ROSA PALOMBA
Siccità per molti; grande sete per oltre trecentomila. Rubinetti a secco in vasti quartieri, ma dove l’erogazione non è stata sospesa l’acqua è stata dichiarata non potabile. Trasportata dalle autobotti, è stata distribuita lungo le strade tra ritardi e disguidi. Fluoro e nitrati: rabbia, sprechi e disagi. Cittadini in balìa dell’emergenza scattata martedì, l’ennesima. Crisi idrica e allarme-qualità da San Giorgio a Torre del Greco, scuole chiuse, commercianti in difficoltà, assalto ai supermercati e ai mezzi di vigili del fuoco e protezione civile che nella tarda mattinata di ieri hanno distribuito bottigliette di minerale nei pochi istituti scolastici rimasti aperti e in serata nelle piazze. A Portici, per esempio, fin dal primo pomeriggio i residenti hanno atteso per ore l’arrivo da Napoli di un mezzo della protezione civile, che alle 19 è finalmente approdato in piazza San Ciro. L’automezzo era giunto puntale nella città vesuviana ma è stato bloccato dai vigili urbani perché l’acqua trasportata non aveva il certificato di potabilità: «La documentazione doveva essere rilasciata alla Gori di Ercolano perché è nell’acquedotto vesuviano che è stato fatto il rifornimento», dice l’assessore regionale all’Ambiente, Acque e Acquedotti, Luigi Nocera. Così, è intervenuta l’Asl che ha dato il via libera all’erogazione e anche a Portici come qualche ora prima a San Giorgio, Torre del Greco, Ercolano, la gente si è accalcata per aggiudicarsi qualcuno dei 30mila litri distribuiti dalla Gori. Per quanti giorni? «Fino a quando attraverso le indagini cliniche dell’Arpac, l’Asl non stabilirà che i livelli di fluoro e nitrati non saranno tornati nella norma». E fino a nuova ordinanza, anche molti dirigenti scolastici terranno gli istituti chiusi. L’emergenza è in parte rientrata nella serata di ieri, dove la siccità è finita anche in quei quartieri che dal Vesuvio al mare sono rimasti improvvisamente a secco. Resta però un pesante allarme sociale legato al rischio salute: e a migliaia sono arrivate le telefonate dei cittadini a Regione, vigili del fuoco, Gori e Protezione civile. Se la gente ormai è piuttosto abituata alle deroghe regionali che hanno esteso da 1,5 a 2,5 milligrammi il limite di fluoro in ogni litro, la presenza di nitrati ha diffuso il panico: «Ma l’acqua di origine vulcanica distribuita nel Vesuviano è ricca di fluoro e nitrati. Questi ultimi possono essere originati anche da infiltrazioni inquinanti, ma non è questo il caso - spiega Maria Triassi, medico, docente, responsabile del dipartimento di Igiene dell’università Federico II di Napoli - Il prodotto distribuito dai nostri acquedotti viene sottoposto a una serie di esami per verificare l’assenza di batteri fecali e subisce regolari processi neutralizzanti a base di cloro. Fluoro e nitrati comunque non evaporano con l’ebollizione». Di fluoro non si muore, aggiunge Marcello Morgantini, anch’egli docente di Igiene alla Federico II oltre che consulente Gori. Acqua buona? «La situazione sta già migliorando ed è possibile usare l’acqua in cucina - dicono all’acquedotto vesuviano - Purtroppo, quando l’acquedotto campano a causa dei guasti alla condotta 1300 riduce le quantità che ci fornisce ogni giorno, siamo costretti a integrare la fornitura ai cittadini con le nostre riserve che sono più ricche di fluoro e nitrati». Nocera spiega: «Quella condotta sarà presto sostituita da un altro impianto ma per eseguire l’opera bisogna togliere l’acqua a migliaia di persone e ogni volta dobbiamo scegliere tra l’opportunità di annunciare un’altra crisi idrica e la necessità di procedere. Intanto abbiamo risolto l’ultimo guasto».
8 giugno 2007
CULTURA
Francesco De Nittis ed Ercolano
Non molti anni fa ho viisitato una mostra sull'impressionismo, c'erano esposte molte opere di Francesco De Nittis, bella mostra, belle opere.
Mi è venuta una curiosità, visto che De Nittis, ha dedicato varie opere a Ercolano e il Vesuvio, dato che è stato tra i fondatori della "Scuola di Resina", ho voluto verificare se questa città in qualche modo se ne è ricordata, visto, anche, che è anche retta da un Sindaco di notevole cultura.
Che mi risulti, niente: non una statua, una strada dedicata o una targa. In Internet, mi sono detto, andrà decisamente meglio,  ho digitato Francesco De Nittis Ercolano.
Di fatto un risultato sul sito dell'Unesco (http://www.sitiunesco.it/index.phtml?id=244).
Sul sito del Comune di Ercolano, nella sezione Arte, cultura e spettacoli, trova spazio la partecipazione di una bellissima ragazza ercolanese a Miss Mondo, ma di De Nittis, no.
Non so se mai alcuni cittadini ercolanesi hanno partecipato alle varie trasmissioni ossidacervello, come quelle della De Filippi o Il Grande Fratello, probabilmente no, perché facilmente avrebbero trovato spazio in questa sezione.


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