.
Annunci online

neapoliscallsnapoli

 
4 maggio 2014
Lavori pubblici e CONSIP

 A sua eccellenza il Ministro della guerra

 

Abbiamo opere di costruzioni trascinate da anni non mai terminate e che forse terminate non saranno mai

 

Questo succede eccellenza, per la confusione causata dai frequenti ribassi che si apportano alle Vostre opere, poiché va certo che tutte le rotture di contratti così come i mancamenti di parola e il ripetersi degli appalti ad altro non servono che ad attirare quali impresari tutti i miserabili che non sanno dove batter del capo, ed i bricconi e gli ignoranti, facendo al tempo medesimo fuggire da Voi i quali hanno mezzi e la capacità per condurre una impresa.

 

E dirò inoltre che tali ribassi ritardano e rincarano considerevolmente i lavori i quali ognora più scadenti diverranno.

 

E dirò pure che le economie realizzate con tali ribassi e sconti cotanto accanitamente ricercati saranno immaginarie, giacché similmente avviene per un impresario che perde quanto per un individuo che si annoia: si attacca egli a tutto ciò che si può in materia di costruzioni, significa non pagare che forniscono i materiali, compensare malamente i propri operai, imbrogliare quanta più gente si può, avere la manodopera più scadente come quella che a minor prezzo si dona, adoperare i materiali peggiori, trovare cavilli in ogni cosa e spettegolare ora di questo ora di quello.

 

Ecco dunque quanto basta Eccellenza perché vediate l'errore di questo Vostro sistema, abbandonatelo quindi in nome di Dio; ristabilite la fiducia, pagate il giusto prezzo dei lavori, non rifiutate un onesto compenso ad un imprenditore che compie il suo dovere, sarà sempre questo l'affare migliore che Voi potrete fare.

Architetto Sebastian Le Preste

Marchese di Vauban

 

Parigi 17 luglio 1683    

8 aprile 2009
ECONOMIA
Lavori pubblici - 320 anni passati inutilmente

Al quanto pare 320 anni non sembrano passati utilmente per i lavori pubblici (confronta allegato).

Io non ho soluzioni per l’aggiudicazione, ma sicuramente posso fare delle osservazioni utili per gli appalti e le forniture pubbliche.

Ho notato che spesso le opere pubbliche, quando sono terminate, scontano costi eccessivi per le manutenzioni. Infatti, i progettisti, sia per leggi specifiche, sia per evitare accuse di favorire determinate case, danno descrizioni generiche dei materiali e dei componenti degli impianti tecnologici, lasciando campo libero alle imprese, che logicamente utilizzando i materiali con i costi inferiori. A questo va aggiunto che direttori dei lavori, assistenti e collaudatori, non possono controllare o verificare ogni particolare, con la conseguenza di lasciare tanti piccoli e grandi difetti di costruzione da risolvere nel futuro, quasi sempre a carico dell’acquirente.

La soluzione a mio avviso è molto semplice, basterebbe obbligare tutte le amministrazioni pubbliche a bandire gare che affidino contestualmente ai lavori di costruzione ed alle  forniture  la manutenzione, organizzata come di seguito.

Per le forniture, manutenzione da offrire contestualmente alla offerta di gara con durata pari al ciclo di vita dell’apparecchio, dove dovrebbe essere previste con vincolo in fase di offerta quotazione del bene fornito in diviso in ogni suo componente, comprendendo parti di ricambio e manodopera e quantificazione economica delle parti escluse (che potrebbero essere sostituite con oneri al di fuori dei canoni, per esempio a seguito di danneggiamenti da parte di terzi), così evitando di acquistare una apparecchiatura, ad esempio diagnostica, molto economica in fase di acquisto ma dai costi di manutenzione di uno shuttle.

Per i lavori pubblici, si potrebbe prevedere l’assegnazione contestuale  della realizzazione dell’opera e della manutenzione decennale integrale con canoni prestabiliti, a decorrere dall’ultimazione dei lavori, dove dovrebbero essere quotate in fase di offerta tutti i componenti, sottocomponenti ed interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria con le relative modalità (non raccogliendo delle fotocopie di fotocopie inutili ed illeggibili di foglietti di istruzioni), vincolando alla gestione della manutenzione, la stessa impresa o consorzio con i subappaltatori autorizzati per le singole lavorazioni e i fornitori dei materiali (anche questi ultimi dovrebbero essere obbligati a garantire la fornitura di ricambi nel decennio a prezzi prestabiliti).

A mio avviso, dovendo l’impresa aggiudicataria mantenere in efficienza l’opera per 10 anni, dove emergerebbero almeno il 90 % dei difetti non accertabili in fase di costruzione e collaudo, la stessa impresa,  se bene irreggimentata contrattualmente (con fideiussioni serie) avrà tutto l’interesse a realizzare un manufatto di qualità, quindi utilizzando materiali e componenti affidabili, perché il suo guadagno, lo conseguirebbe con i lavori, offrendo un prezzo giusto e poi lo ritroverebbe ancora nei contenuti costi di gestione, conseguendo per la pubblica amministrazione la prevedibilità della spesa anche a lungo termine e la sua fruibilità nel suo ciclo di vita. In due parole penso che si avrebbe una selezione darwiniana degli appaltatori di opere pubbliche, senza affannarsi in compilazioni di modelli che vanno a costituire solo carico di incendio per gli archivi pubblici, ma certamente non reggono i palazzi.

 


A sua eccellenza il Ministro della guerra

 

Abbiamo opere di costruzioni trascinate da anni non mai terminate e che forse terminate non saranno mai

 

Questo succede eccellenza, per la confusione causata dai frequenti ribassi che si apportano alle Vostre opere, poiché va certo che tutte le rotture di contratti così come i mancamenti di parola e il ripetersi degli appalti ad altro non servono che ad attirare quali impresari tutti i miserabili che non sanno dove batter del capo, ed i bricconi e gli ignoranti, facendo al tempo medesimo fuggire da Voi i quali hanno mezzi e la capacità per condurre una impresa.

 

E dirò inoltre che tali ribassi ritardano e rincarano considerevolmente i lavori i quali ognora più scadenti diverranno.

 

E dirò pure che le economie realizzate con tali ribassi e sconti cotanto accanitamente ricercati saranno immaginarie, giacché similmente avviene per un impresario che perde quanto per un individuo che si annoia: si attacca egli a tutto ciò che si può in materia di costruzioni, significa non pagare che forniscono i materiali, compensare malamente i propri operai, imbrogliare quanta più gente si può, avere la manodopera più scadente come quella che a minor prezzo si dona, adoperare i materiali peggiori, trovare cavilli in ogni cosa e spettegolare ora di questo ora di quello.

 

Ecco dunque quanto basta Eccellenza perché vediate l'errore di questo Vostro sistema, abbandonatelo quindi in nome di Dio; ristabilite la fiducia, pagate il giusto prezzo dei lavori, non rifiutate un onesto compenso ad un imprenditore che compie il suo dovere, sarà sempre questo l'affare migliore che Voi potrete fare.

Architetto Sebastian Le Preste

Marchese di Vauban

 

Parigi 17 luglio 1683       

sfoglia
  
Rubriche
Link
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 1 volte