.
Annunci online

neapoliscallsnapoli

 
12 settembre 2013
Test di accesso alla facoltà di medicina
Ricapitoliamo: l'aspirante studente di medicina Gigino si sta preparando per i test di ammissione. Gigino è molto stressato, inizia a studiare già dal quarto anno di liceo, pensa che il test sarà un appuntamento troppo importante per presentarsi impreparato, trascura lo sport e gli amici.
I test, che abitualmente si tengono a settembre, si faranno a luglio; al quinto anno Gigino pensa bene di prenotare la vacanza con i compagni di classe per settembre, più fresco ed economico. Il test (come piace a Gigino) avrà tante domande di cultura generale, e Gigino ha pagato dei professori perchè gli insegnassero anche un po' di storia e di diritto costituzionale. Un giorno, poco prima dell'esame di maturità, Gigino è molto triste: è venuto a sapere che hanno spostato il test a settembre, stravolgendo domande e argomenti trattati. "Ho perso i miei soldi ed il mio tempo" pensava Gigino "e se non mi muovo anche la vacanza". Gigino riesce comunque ad ottenere un ottimo voto alla maturità ed a spostare la vacanza; inoltre è molto contento del fatto che abbiano riservato un bonus sul punteggio del test per gli studenti meritevoli. Fattosi coraggio, il 9 di settembre si presenta al fatidico appuntamento: ce la metterà tutta. All'uscita dall'aula immensa in cui era seduto, teso e sudato, con altre centinaia di giovani, Gigino viene a sapere che una giunta straordinaria si è riunita per un decreto urgente, che riguardava proprio i test di ammissione: il bonus sulla maturità era stato cancellato. Nonostante il test sia andato piuttosto bene, Gigino si sente preso in giro ed umiliato dal suo Paese: decide che probabilmente emigrerà altrove, in uno Stato che sappia apprezzare il talento e la voglia di fare.

Scritto da Marco. Diplomato al liceo classico, non interessato ai test di accesso alla facoltà di medicina, ma solidale con gli altri studenti che si sono cimentati nell'avventura.
1 marzo 2013
SOCIETA'
Due link

http://www.facebook.com/scuolavelamascalzonelatino

http://www.progettojonathan.com/index.php?option=com_content&view=article&id=82:20120526-mascalzoni-a-mascalzone&catid=17&Itemid=119
1 marzo 2013
sentimenti
Paradossi sul vero amore
Sono svariati, e spesso fallimentari, i tentativi di definire in maniera razionale e scientifica l’amore.

Può venirci in aiuto, in tal senso, il Nuovo Zingarelli: <<Amore: moto affettuoso, inclinazione profonda verso qualcosa o qualcuno>>; descrizione tanto sintetica quanto efficace.

È doveroso sottolineare una differenza fondamentale; amore per qualcuno, amore per qualcosa.

Per quanto possa sembrare cinico, il vero amore non può essere quello provato per un altro individuo, per il semplice fatto che il moto affettivo stesso risulterebbe profondamente condizionato dai nostri equilibri biologici ed ormonali, i quali, molto spesso, non ci lasciano intendere quale sia il confine tra attrazione ed innamoramento; assodato questo principio, si può passare alla seconda tipologia: amore per qualcosa. Tralascerei per un attimo l’accezione materiale del termine, soffermandomi sull’astratto. Mi riferisco all’amore che si può provare per un ideale, per una scienza, per l’arte, per la cultura, per uno sport, per la natura. Si pone dunque in rapporto l’uomo non con l’altro uomo, ma con un’idea astratta, e può pertanto definirsi “rapporto ideale”, essendo l’uomo il numeratore, e la condizione necessaria e sufficiente, ed essendoci al denominatore una passione incondizionata.

“Amore” racchiude dunque molteplici significati sotto lo stesso vocabolo, in maniera riduttiva; anche in questo caso i Greci furono più avanti di noi, e pensarono bene di soddisfare le esigenze linguistico-concettuali con parole diverse; ne cito tre: Heros, dove il secondo fattore è il mezzo del raggiungimento della felicità del primo; la philia, nella quale “l’altro”, o meglio, la sua felicità, è lo scopo dell’individuo che ama, ed infine l’agape, amore incondizionato, evangelico, dove l’uomo ama se stesso, il prossimo e la natura al fine di raggiungere la gioia universale. “Amore è porre la tua felicità in quella di qualcun altro” diceva von Leibniz, andando involontariamente a definire poeticamente la philia. L’Heros, scolpito da Canova in Amore e Psiche, dipinto nel Bacio di Klimt, descritto da Baudelaire, D’Annunzio e Catullo, è sicuramente la forma più violenta ed evocativa dell’amore;  il poeta latino sembra addirittura crocefisso all’odio ed alla passione. L’agape è in sostanza l’apologia di Gesù di Nazareth e del Cristianesimo.

Molti poeti e scrittori, che spesso sono ritenuti degli inguaribili romantici, affermano con forza il fatto che l’amore per una donna, o per un’altra persona in generale sia tuttavia secondario: è lecito pensare che Dante, secondo cui l’Amore move il sole e l’altre stelle, avesse descritto la sua idea di amor  non tanto nei versi di Tanto gentile e tanto onesta pare, quanto nel XXVI Canto dell’Inferno, quando mette sulla bocca di Ulisse le famose parole <<Fatti non foste a viver come bruti, ma a ricercar virtute e canoscenza>>; l’amore per la conoscenza per il sapere, per gli studi liberali,che tanto stavano a cuore a Seneca e Cicerone, si pone come matrice delle relazioni tra gli uomini. Percorrendo questa strada, ci si può rendere conto che la passione del  Bacio  di Klimt non ha nulla a che vedere con La Libertà guida il popolo di Eugene Delacroix, dove i contadini rivoluzionari guardano con AMORE la dea che li guida, portando in alto la bandiera della Francia.

È l’amore di uno per un altro contro l’amore di tanti per la stessa cosa, ed è reso così tangibile nella luce che brilla negli occhi del popolo oppresso, alla vista di uno sbocco, di uno scorcio di vita e democrazia.

Anche in questo caso può avvenire l’innamoramento, il classico colpo di fulmine: la prima volta che un bambino sente parlare di politica, non importa se di Marx o di Mussolini; la prima volta che scopriamo un libro, che ci sentiamo rapiti da un quadro, o che una pietanza ci riporta all’infanzia; la prima volta che ascoltiamo la Quinta Sinfonia  di Beethoven, che mettiamo piede su una barca a vela, la prima volta che visiti una capitale europea, la prima volta che tocchi la neve. Questo può definirsi amore o innamoramento: una continua sindrome di Stendhal, un doppio nodo che stringe l’uomo alla natura ed alla realtà, in continua evoluzione.

21 febbraio 2013
SOCIETA'
I limiti della Democrazia

Non ho ingaggiato un ghostwriter, ma ho contribuito alla sua venuta al mondo. Con: I limiti della democrazia inizia la collaborazione di Marco, che a 18 anni e 53 giorni, senza grilli   per la testa, il 24 febbraio 2013, voterà per la prima volta.

I limiti della Democrazia

Il bene di molti, il benessere di pochi, l’interesse individuale: la Democrazia,dalla sua nascita antichissima, è costretta a misurarsi ogni giorno con questi fattori, che vanno a definirne i molteplici pregi e gli indiscutibili limiti.

I Greci, cui la storiografia ascrive l’invenzione della democrazia stessa, ne sono stati di certo i più grandi interpreti. Pericle parlava alla folla, ad Atene, poco meno di 2500 anni fa, e con estrema lucidità chiariva al suo popolo i rischi di un regime idealmente giustissimo: l’utilizzo dello Stato per le faccende private, il disinteresse dei Rappresentanti, la necessità di un’etica impeccabile, e del buon senso; sempre secondo Pericle, la felicità è frutto della libertà, ma la libertà è figlia dei valori, ed ove il cittadino non conservi questi determinati valori, rischia di perdere sia la libertà che la felicità.

Vi è infatti un nodo strettissimo che lega il singolo alla comunità: nel rapporto benessere individuale – benessere collettivo, entrambe le parti devono essere simultaneamente causa ed effetto, e se dovesse venire a mancare una delle due componenti, sarebbe facile scivolare in eccessi che di democratico hanno ben poco. Queste sono le motivazioni che hanno spinto Machiavelli a redigere il Principe: per lo scrittore fiorentino la repubblica è la miglior forma di governo possibile; tuttavia è un giocattolo tanto bello quanto delicato, e bisogna essere pronti ad intervenire in ogni momento con il principato, seppur in maniera oculata e consapevole.

La stessa storia italiana ci insegna che negli anni in cui la borghesia risultava “assorta” nei propri affari, la democrazia è stata preda di politici che in cima alla propria scala dei valori non ponevano certamente la Cosa Pubblica.

La sete di benessere ed il liberalismo sfrenato finiscono con lo spogliare di qualsiasi diritto il cittadino, che talvolta sembra non preoccuparsene eccessivamente.

Non deve essere la giustizia privata a regolare l’assetto pubblico di una Nazione,ma la Pubblica Giustizia a regolare le dispute private; e se oggi viviamo una profonda crisi economica e politica, è anche perché le due cose si sono pericolosamente invertite.

In un simile momento di assopimento, come asserisce De Tocqueville ne La Democrazia in America, ad un uomo che riesce ad assicurarsi il potere, per mantenerlo basterà garantire l’ordine pubblico, ed una nazione che chiede al proprio governo il solo ordine pubblico è fondamentalmente già morta. Continuando a fare riferimento a De Tocqueville,è facile accorgersi che il cittadino intento al raggiungimento della propria prosperità, che si disinteressa della politica e della Democrazia, cadendo in un sonno colpevole, si è già privato da solo di tutti i diritti di cui disponeva. Questa è la grande falla dell’impianto democratico: la stretta dipendenza dalla cultura e dalla coscienza del singolo individuo, che è facilmente influenzabile dalle circostanze storiche e sociali, ma soprattutto economiche; ed è così che i valori della giustizia sociale e della collettività vengono soppiantati dalla sete di benessere personale.

Porre la Democrazia alla base di ogni percorso educativo e sociologico rappresenta l’unico modo per radicare nelle coscienze dei singoli un’idea che sembri oggettivamente valida, confrontandola, rapportandola, e mettendola continuamente in discussione con la storia e le costituzioni dei vari Paesi.

Il grande limite della Democrazia è forse anche il suo più grande pregio: è l’individuo, nel suo piccolo, a fare la differenza.

sfoglia
  
Rubriche
Link
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 1 volte