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neapoliscallsnapoli

 
28 marzo 2013
DIARI
Zuppa di cozze del giovedì santo a Napoli
Il cibo crudo è natura, quello cotto cultura

Claude Lévi-Strauss


Ho intenzione
di gustare il piatto tipico napoletano del giovedì santo: "la zuppa di cozze", nel posto più tipico: porta capuana.

Il budget da prevedere?
216 Euro

così suddivisi:
15 Euro per la zuppa di cozze
1 Euro al parcheggiatore abusivo
200 Euro per il gastroenterologo!



Un link:

http://www.lucianopignataro.it/a/la-zuppa-di-cozze-del-giovedi-santo-a-napoli-guai-a-chi-non-ce-lha-tre-indirizzi-giusti/23287/


7 luglio 2007
Cosa ho mangiato oggi...
Si è capito, mi piace mangiare, oggi vorrei parlare di pranzo e cena: a pranzo ho mangiato una zuppa di fagioli e scarole, poi, scarole crude con podori e cipolle, il tutto condito con olio di oliva e sale. Le scarole, vengono "sfogliate", selezionando le foglie più dure e di colore più scuro, che vengono cotte e messe nella zuppa, le foglie più tenere e di colore chiaro, crude, nell'insalata, ma qui siamo nell'ambito della correttezza alimentare...


Invece la sera sono stato indotto in tentazione, al peccato, mi hanno fatto trovare un panino (la rosetta), ricotta e cicoli.
I cicoli, mi hanno spiegato, che sono delle parti del maiale, pressate e tagliate a fette, vengono messi nel panino con ricotta, "rifinendo" il tutto con sale e pepe, insomma una cena che la mia Rusina, non avrebbe avuto difficoltà a definire da "omicidio colposo".



Però ricordo anche altri cicoli, molto duri, che si ottengono,
insieme allo strutto (a Napoli: sugna), dalla lessatura di alcune parti del maiale , questo tipo diverso di cicoli, si mette in un impasto di pasta cresciuta, si inforna e se ne ottiene una pizza.
Insomma qui è inutile parlare di diete, le calorie in gioco, sono più prossime all'alimentazione di un altoforno che di un essere umano.

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permalink | inviato da neapoliscallsnapoli il 7/7/2007 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 giugno 2007
Semolella (pane di semola)


Un pane molto particolare è la semolella, cioè un pane fatto con farina di semola. La semolella, tutt'oggi viene prodotta da alcuni panifici di Torre del Greco e ci sono ragazzi di mattina (in questo periodo) che girano per la città vendendole porta a porta.
La Semolella, viene mangiata solo con olio (logicamente extra vergine di qualità), sale oppure sempre con olio, e pomodori (quelli vesuviani del piennolo) e/o con acciughe.
Fast food torrese.


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permalink | inviato da neapoliscallsnapoli il 12/6/2007 alle 23:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 ottobre 2006
località
Premessa. Cosa sono queste sciavgarie?
Vi confesso che pur amando le "sciavgarie", era un termine a me completamente sconosciuto (sperando che si scrive così),  infatti le conoscevo sotto i nomi specifici: 'o pere e o muss (pezzi e frattaglie di vitello e maiale lessi), impepata di cozze, panzarotti (croquet), zeppolelle (pasta cresciuta fritta), broro e purp (brodo di polpo), allesse (castagne lesse), i franfallic (piccoli dolci di zucchero che il mio amico ricorda che comprava da Severina a Zellosa, ovvero Severina senza capelli, in un basso al quartiere S. Giovanni a Teduccio) insomma tutto ciò che si mangia per piacere e non per nutrirsi. A questi termini, come la parlesia, mi hanno introdotto amici napoletani "veraci", cioè nati e vissuti nei quartieri napoletani per eccellenza, che amano autodefinirsi zoccole di saittella, ovvero ratti di fogna. Che notoriamente sono navigati alla sopravvivenza.
Vi sconsiglio vivamente di provare queste prelibatezze a Napoli nei bassi sulle bancarelle, anche se i miei amici sostengono che solo in questi posti hanno il sapore vero. Ma purtroppo in molti esercizi napoletani  (con tanto di certificazione HACCP) si prendeno i generi alimentari con le mani (senza guanti) e con le stesse mani vengono maneggiati i soldi, quindi si può immaginare un ambulante, sprovvisto di servizi igienici ed esposto agli agenti atmosferici che livello di igiene può garantire.
Il, pardon 'o pere e o muss, viene venduto da ambulanti, e servito in coppetielli (coppi) di carta oleata, con sale (da un corno di mucca) e limone il tutto in abbondanza.
Poi vi parlerò di tutte le altre cose e vi fornirò le ricette.
A presto (per quanto possibile), miei cari 18 lettori.




permalink | inviato da il 21/10/2006 alle 19:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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