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Ormeggio

Ormeggio

 

Che sera, sull’acqua tenera e scura

dove si specchiano luci violente,

e i flutti battono la pietra dura

dove si affaccia il molo a ponente

 

Che sera, sulla lanterna dormiente

che accenna la via nell’acqua che sale

e discende, sulle tue labbra spente

e umide, sui fischi del maestrale.

 

 

Che sera, sulle barche assopite

e sui gozzi, smangiati dal sale:

dormono quieti nell’acqua mite.

 

Passerà anche questa notte; sul mare

i pescatori le ultime cime

lascian filare;

 

sono i nostri ricordi

lasciati ad ormeggiare.

 

 

Marco Auciello

 

Pubblicato il 7/5/2015 alle 18.15 nella rubrica Diario.

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